roccia
08.06.2013 - Zucco di Pesciola (2096 m) - Via Diretta delle Guide e Via Casari-Zecca
Gruppo: Prealpi Lombarde
Regione: Lombardia
Località di partenza: Barzio (LC)
Struttura d'appoggio: Rif. Lecco - Rifugio Sora
Esposizione: Nord
Sentieri percorsi: Valle dei Camosci
Massima elevazione raggiunta: 2096 m
Dislivello Totale: 430 m (Dai Piani di Bobbio)
Dislivello della via: 150 m
Difficoltà: VI, Prevalentemente IV/V
Attrezzatura utilizzata: Normale da arrampicata
Tempi di percorrenza: 40' per l'attacco - 2 h. la via - 1h la discesa.
Descrizione generale
Sopra i Piani di Bobbio si erge la struttura rocciosa di cui lo Zuccone Campelli è la cima più elevata e importante. Il gruppo si estende inizialmente da nord a sud e, dopo lo Zucco di Pesciola, verso ovest formando un semicerchio roccioso che abbraccia l'alta Valle dei Camosci. Le eleganti torri rendono la zona delle Dolomiti in miniatura raggiungibili rapidamente dai Piani di Bobbio, dove arriva la cabinovia da Barzio. E' possibile risalire a piedi da Barzio, ma le previsioni meteo di oggi ci davano poco tempo a disposizione quindi abbiamo optato per la rapida salita con le cabinovia.
Alpinisticamente il gruppo si divide nel dente dei Camosci (2161 m), lo Zuccone Campelli (2170 m - quota massima) e lo Zucco di Pesciola (2096 m).
Queste strutture sono separate da canali e camini che ne evidenziano le sagome.
Da nord si individuano: il canalone della Forcella, il canalone SEM, il canalone dei Camosci e il canalone della Madonna che separa lo Zuccone Campelli e lo Zucco di Pesciola
Le vie sono state tutte riattrezzate a resinati, le soste sono anch'esse su resinati con anello di calata, benché la conformazione non suggerisca la calata in doppia (rischio incastro). L'ottima chiodatura, che purtroppo snatura un po' l'anima classica delle vie, rende superfluo il ricorso a qualsiasi integrazione delle protezioni.
Oltre al Rifugio Lecco ci sono possibilità di appoggiarsi alle strutture presenti ai Piani di Bobbio, tra queste vi segnaliamo il Rifugio Sora, gestito dalla Guida Fulvio Casari: proprio quel Casari che aprì la via sulla fine degli anni '50. Potrete trovare da lui indicazioni ben più preziose e interessanti di quelle che leggete qui.
Per quel che riguarda la linea di salita è bene notare che lo Zucco di Pesciola si divide in due salti percorsi da diverse vie, nella parte bassa si può risalire la Via Comune (l'accesso storico alla parte superiore), la Variante dei Bergamaschi o la più impegnativa Diretta delle Guide. Ottima la qualità della roccia, ma si deve prestare attenzione alla possibilità di trovare del bagnato lungo i camini e i diedri.
Attacco, Descrizione della via
Da Barzio si seguono le indicazioni per i Piani di Bobbio dove è disponibile un ampio parcheggio (a pagamento) alla stazione a valle della cabinovia (prima corsa alle 8.30).
Raggiunti i Piani di Bobbio di prosegue per il Rifugio Lecco e per la evidente Valle dei Camosci al cui termine si nota lo Zuccone Campelli.
La valle si raggiunge dal rifugio percorrendo inizialmente il tracciato della pista "delle marmotte" e successivamente per tracce.
Gli attacchi delle vie si identificano facilmente prendendo come riferimento un caratteristico masso triangolare (sul lato destro della valle salendo) a poche decine di metri dall'inizio delle arrampicate.
Il nome delle vie è scritto con pennarello nero alla base.
Via Diretta delle Guide
1° tiro:
Si attacca in corrispondenza della scritta "Diretta dell Guida" su un breve muretto verticale che conduce a una più facile zona di roccette. Tiro breve che porta in prossimità del diedro già visibile dall'attacco. 15 m, IV°+, 4 fittoni
2° tiro:
Spostarsi un metro a sinistra della sosta e risalire il bel diedro. Purtroppo noi lo abbiamo trovato bagnato, le protezioni ravvicinate permettono comunque di superarlo anche in queste condizioni. Uscire dal diedro sulla destra e rimontare la placca appoggiata. Da qui per canale ben ammanigliato fino alla sosta. 35 m, V°+, VI° (il diedro), 8 fittoni.
3° tiro:
Per rocce rotte e zone erbose si raggiunge la cengia detritica e gli attacchi delle vie della seconda sezioni di parete. Noi abbiamo fatto sosta all'attacco della Bramani (la più diretta all'uscita della Guide). Pochi metri più a destra attacca la Gasparotto e ancora più a destra la Casari Zecca. 20 m, II°, I°, 2 fittoni.
Via Casari Zecca
Seguire il sentiero verso destra fino alla sosta di partenza della Casari Zecca (indicazioni a pennarello nero). Circa 20 m dalla Bramani.
1° tiro:
Spostarsi verso destra e entrare nel diedro. Salita molto verticale ma sempre su buoni appigli, molto divertente. 25 m, V°-, 4 fittoni.
2° tiro:
Tiro concatenabile con il precedente. Proseguire lungo il diedro, superando un piccolo strapiombo (2 chiodi infissi dagli apritori lasciati in loco, ma affiancanti da fittoni. Ci fanno un po' rimpiangere di non avere arrampicato prima della riattrezzatura delle vie) dopo il quale il diedro si apre a canale. Seguirlo fino a raggiungere la sosta. Abbiamo trovato bagnato fino allo strabiombo.25 m, V°, 6 fittoni.
4° tiro:
Si dovrebbe traversare a destra e raggiungere un caminetto, ma qui l'acqua era veramente troppa. Abbiamo optato per risalire la paretina di fronte alla sosta, sprotetta ma ben appigliata. Ci siamo ricongiunti al percorso corretto alla fine del camino (fittone), da cui si raggiunge la sosta per risalti erbosi. 25 m, IV°, III°, 4 fittoni (sul percorso corretto).
5° tiro:
per rocce lavorate con facile arrampicata si arriva all'ultima sosta. 25 m, III°, 4 fittoni.
Dalla sosta è visibile sulla destra la Madonnina sulla vetta. La si raggiunge con pochi metri su traccia di sentiero.
Discesa
Dalla vetta prendere l'evidente traccia che discende in direzione opposta alla parete di salita. Giunti alla sella sottostante si prosegue la discesa per il canale si sinistra (Canalone della Madonna). dopo pochi metri sul lato destro (viso a valle) un anello di calata agevola la discesa in caso di ghiaccio. Dopo 30 m, sullo stesso lato, un secondo anello permette du superare la parte più ripida del canale che, in assenza di ghiaccio, è percorribile a piedi. Da qui si raggiunge, scendendo ancora poche decine di metri, la base della parete che si costeggia fino all'attacco della Diretta delle Guide. Si percorre il sentiero a ritroso fino ai Piani di Bobbio..
